POSTURA ED EFFICACIA SUL LAVORO

Dalla letteratura scientifica sappiamo bene che la professione veterinaria è una delle professioni a maggior rischio di stress lavoro correlato, un fattore che inevitabilmente può influenzare negativamente anche la performance al lavoro.

Ma come possiamo noi veterinari prevenire tutta una serie di disagi e aumentare il nostro benessere in totale autonomia, attraverso dei piccoli accorgimenti che arrivano proprio dalle più moderne scoperte nel campo delle neuroscienze?

Innanzitutto, partendo proprio dalla nostra postura.

Oggi sappiamo bene che mente e corpo sono un tutt’uno interconnesso. Sappiamo che il cervello fa parte del corpo e che la mente e la coscienza si esprimono attraverso il corpo. 

É ormai noto che esiste una forte relazione tra la postura corporea e postura mentale.

Di conseguenza possiamo iniziare ad influenzare il nostro umore, la nostra memoria e la percezione che abbiamo del mondo proprio partendo dalla nostra postura. 

Ad esempio, in un’esperimento realizzato negli Stati Uniti nel 2014 (Michalak et al 2014) mostra come cambiando semplicemente la direzione del nostro sguardo cambiamo anche la nostra mente e le nostre emozioni.

Nel dettaglio, a dei volontari venivano mostrate delle parole più ottimiste ed altre più negative su degli schermi posizionati a diverse altezze: all’altezza del pavimento, costringendo i volontari a guardare verso il basso, e all’altezza del viso, costringendoli a guardare in alto.

Con l’esperimento fu scoperto che il cervello ha una rappresentazione interna della posizione del corpo e che quest’ultima influenza direttamente la capacità di memoria.

Cioè, tenendo uno stato emotivo neutrale, ma cambiando semplicemente la direzione dello sguardo, si produceva un’effetto diverso anche sulla mente e sulle emozioni dei partecipanti.

Guardando in avanti si attivavano maggiormente l’ippocampo, e di conseguenza i partecipanti ricordavano più parole con valenza ottimista. Guardando invece verso il basso questa parte del cervello si attivava meno.

Immaginiamo per un’attimo gli effetti che la nostra postura (troppo spesso curvata a guardare il cellulare) produce non solo a livello vertebrale e muscolare, ma anche sul piano emotivo e cognitivo.

Questi dati la dicono lunga sull’importanza di investire sullo sviluppo di una buona consapevolezza corporea, a partire da semplici esercizi di mindfulness e di movimento consapevole. Imparare ad esplorare come si sta sentendo nel corpo momento per momento, piuttosto che restare sordi fino all’insorgere di sintomi fisici o psichici.

Ma gli effetti della postura sul benessere fisico e mentale non finiscono qui, infatti alcune ricerche mostrano l’influenza della postura sul sistema endocrino (Carney et al 2010).

Ad esempio, durante uno studio nel quale dei volontari venivano portati ad assumere diverse posizioni allo stesso tempo in cui veniva fatto loro un tampone salivare per misurare i livelli salivari di cortisolo e i livelli ematici di testosterone, fu riscontrato che quando i volontari erano in una posizione più rilassata con gambe aperte e allungate, si attivava in loro la secrezione di testosterone e di cortisolo, producendo lo stimolo all’azione. 

Incrociando invece le gambe o ponendole in posizione curva, immediatamente dopo pochi secondi il livello di cortisone e di testosterone diminuiva.

Altri studi mostrano in modo sorprendente come la semplice postura facciale, ossia il movimento dei muscoli del viso, riesca ad influenzare direttamente la percezione e le emozioni.

In un’esperimento, veniva chiesto a un gruppo di partecipanti di simulare l’espressione di rabbia, mentre ad un’altro gruppo veniva indicato di tenere la penna tra i denti in modo da simulare un sorriso. Poi a entrambi venivano mostrate delle vignette scherzose.

Quelli che avevano l’espressione di rabbia percepivano le vignette come poco simpatiche (il loro punteggio di simpatia delle vignette era 5), quelli che avevano messo la penna tra i denti in modo da simulare un sorriso ritenevano le immagini molto divertenti, assegnando alle vignette un valore di 9 punti.

L’esperimento permetteva quindi di ricavare due informazioni importanti ai fini del proprio benessere:

– percepiamo il mondo in base a come il nostro cervello lo sta interpretando, e lo stiamo interpretando in modo diverso anche solo per il fatto di attivare determinati muscoli piuttosto che altri;

– attivando determinati muscoli facciali possiamo evocare determinati stati d’animo e scegliere da quale prospettiva osservare il mondo. In altre parole, a partire da un semplice sorriso possiamo cambiare la tonalità dei filtri mentali attraverso i quali vediamo le cose, confermando il valore della frase che dice “sorridi che il mondo ti sorride”.

Pensi che riuscire ad applicare intelligentemente tutto questo nel tuo lavoro possa esserti utile?

Riferimenti

Carney, D., Cuddy, A. J. C., & Yap, A. (2010). Power posing: Brief nonverbal displays affect neuroendocrine levels and risk tolerance. Psychological Science, 21, 1363-1368

https://psycnet.apa.org/record/1988-25514-001

https://www.researchgate.net/publication/260431021_Sitting_Posture_Makes_a_Difference-Embodiment_Effects_on_Depressive_Memory_Bias

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